Innovazione – Le serre bioclimatiche

Serre bioclimatiche per migliorare la prestazione energetica e accrescere il valore degli immobili.

Cosa sono?

Le serre bioclimatiche (dette anche “serre solari” o “captanti”) sono spazi realizzati in vetro oppure con materiali plastici trasparenti integrate o addossate a un edificio, utili a raccogliere e conservare la luce e il calore del Sole. La loro realizzazione permette di aumentare lo spazio abitabile di un immobile che non viene computato nel calcolo dei volumi abitativi, purché le serre bioclimatiche rispettino le normative comunali e/o regionali.

Per qualificarsi come serra bioclimatica, il manufatto deve soddisfare una serie di requisiti, spesso variabili a seconda della zona:

  • non deve essere riscaldata dal sistema di climatizzazione dell’edificio o della casa da cui è supportata;
  • deve essere orientata nell’arco tra sud-est e sud-ovest;
  • la superficie vetrata deve prevalere, con un rapporto tra superficie vetrata e superficie totale di almeno il 70%;
  • deve dimostrare, attraverso calcoli energetici fatti da un progettista, la sua funzione di riduzione del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale di una quantità non inferiore al 10%, attraverso lo sfruttamento passivo e/o attivo dell’energia solare;
  • deve essere apribile per una superficie pari ad almeno un terzo dell’involucro solare e dotata di schermature e/o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, in modo da ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo;
  • il volume lordo della serra non può superare il 10% del volume riscaldato dell’edificio (variabile fino al 20%);
  • deve essere dotata di sistemi di ombreggiamento estivi e finestre apribili per consentire la ventilazione naturale nei periodi estivo/invernale;
  • la destinazione funzionale non deve determinare la nascita di una nuova stanza a causa della presenza continua di persone (in pratica non deve essere legalmente stabilito come luogo di vita e/o di lavoro);
  • deve garantire un guadagno energetico (cioè la differenza tra energia dispersa in assenza del sistema bioclimatico e quella dispersa in presenza del sistema) durante la stagione invernale di almeno il 20% rispetto alla soluzione priva di energia solare (variabile tra il 5% e il 25%).

Il Progetto Enea

Come spiegato da Carlo Alberto Campiotti, responsabile del Laboratorio Regioni Area Settentrionale dell’ENEA – Dipartimento Unità Efficienza Energetica, la serra bioclimatica, installata sul terrazzo, è di tipo convettivo: lo scambio d’aria avviene attraverso una finestratura che divide la serra dall’ambiente interno. La finestratura d’inverno viene aperta per convogliare all’interno dell’abitazione l’aria calda raccolta di giorno.

L’obiettivo è di arrivare a un taglio in bolletta di almeno il 10% per il riscaldamento domestico attraverso lo sfruttamento passivo della radiazione solare. Ma non solo, perché, grazie alla regolazione manuale delle aperture, la serra può diventare uno spazio relax o dedicato all’agricoltura domestica. È infatti dotata di un sistema di monitoraggio microclimatico che serve a misurare temperatura, umidità e radiazione solare.

“In questa prima fase di sperimentazione stiamo facendo crescere piante di pomodoro, ma il nostro obiettivo è di coltivare un vero e proprio orto casalingo, che grazie ai fenomeni fotosintetici e traspirativi delle piante, riduca le emissioni di CO2 della casa e favorisca il raffrescamento dello spazio abitato nei periodi estivi”, ha illustrato la ricercatrice Patrizia De Rossi. A questo proposito, i ricercatori ENEA stanno individuando le piante con la maggiore traspirazione.

L’Enea ha inoltre chiarito che per questo tipo di intervento è possibile usufruire dell’ecobonus, con percentuali di detrazioni fiscali fino al 65% sui costi di realizzazione della serra.

Parte del testo è a cura di Paola Mammarella